Caccia illegale nei boschi di Castino, la Polizia Locale Provinciale sequestra otto lacci di cattura
01/04/2026
Un intervento della Polizia Locale Provinciale nei boschi di Castino ha portato al sequestro di otto lacci di cattura predisposti per intrappolare fauna selvatica e al deferimento di un soggetto all’Autorità giudiziaria per esercizio di caccia con mezzi non consentiti. L’operazione, condotta nei giorni scorsi, riporta l’attenzione su una pratica particolarmente insidiosa, capace di colpire in modo indiscriminato gli animali e di rappresentare una minaccia concreta per l’equilibrio dell’ambiente naturale.
Secondo quanto ricostruito dal Corpo di Polizia Locale Provinciale, il soggetto individuato aveva predisposto e nascosto tra la vegetazione cavi in acciaio con nodo scorsoio e morsetti di chiusura, strumenti destinati alla cattura di caprioli e cinghiali. Si tratta di mezzi vietati, che non lasciano alcuno spazio a una gestione controllata dell’attività venatoria e che, proprio per la loro natura, vengono considerati tra le forme più gravi di insidia per la fauna selvatica.
Otto lacci pronti all’uso sequestrati durante l’operazione
Nel corso dell’intervento gli agenti hanno sequestrato complessivamente otto lacci di cattura, tutti attivi e già predisposti per entrare in funzione. È un dato che misura con immediatezza la portata dell’episodio e che conferma il carattere non occasionale della condotta contestata. Il posizionamento di questi dispositivi nei boschi, infatti, presuppone una preparazione preventiva e una precisa intenzione di colpire gli animali che attraversano abitualmente quelle aree.
La pericolosità dei lacci sta anche nel fatto che agiscono in modo cieco, senza selezione e senza controllo, con il rischio di provocare sofferenze prolungate e di coinvolgere specie diverse da quelle inizialmente prese di mira. Per questo la loro presenza in ambiente boschivo viene considerata un elemento di particolare gravità, sia sul piano della tutela animale sia su quello della salvaguardia del patrimonio naturale.
Il deferimento e le garanzie previste dalla legge
Il soggetto fermato è stato deferito per esercizio di caccia con mezzi non consentiti. Al tempo stesso, viene ribadito che la sua posizione è ora al vaglio dell’Autorità giudiziaria e che, come previsto dall’ordinamento, non può essere considerato colpevole fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. È un chiarimento necessario, che accompagna correttamente la fase delle indagini e delimita il perimetro attuale dell’accertamento.
Il deferimento, in ogni caso, segna un primo risultato investigativo rilevante e testimonia la capacità di presidio della Polizia Locale Provinciale in un ambito delicato come quello del contrasto alle violazioni in materia venatoria e ambientale. In territori ampi e spesso complessi da controllare, l’attività di vigilanza sul campo resta uno degli strumenti più efficaci per intercettare condotte illecite che altrimenti rischierebbero di rimanere sommerse.
La Provincia: tutela dell’ambiente e legalità restano priorità
Sull’operazione sono intervenuti anche il presidente della Provincia Luca Robaldo e il consigliere delegato alla Caccia Silvano Dovetta, che hanno espresso soddisfazione per il risultato ottenuto, sottolineando il valore dell’azione svolta dalla Polizia Locale Provinciale come presidio essenziale di legalità sul territorio. Le loro parole richiamano una linea precisa: il contrasto alla caccia illegale non riguarda soltanto la violazione di norme specifiche, ma investe la tutela della biodiversità, dell’ambiente e della sicurezza collettiva.
La Provincia ha inoltre fatto sapere che i controlli e le attività di vigilanza proseguiranno, nella consapevolezza che la difesa del patrimonio naturale costituisce un interesse pubblico primario. È un passaggio importante, perché segnala la volontà di mantenere alta l’attenzione su fenomeni che incidono direttamente sulla qualità dell’ambiente e sulla conservazione della fauna selvatica. Il sequestro dei lacci nei boschi di Castino si inserisce dunque in una strategia più ampia, che punta a prevenire, reprimere e scoraggiare pratiche illecite incompatibili con una gestione responsabile del territorio.
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.