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Cuneo, piano sul ghiro 2026-2030 per difendere i noccioleti

21/04/2026

Cuneo, piano sul ghiro 2026-2030 per difendere i noccioleti

La Provincia di Cuneo ha approvato il Piano di controllo del ghiro 2026-2030, un intervento quinquennale pensato per contenere i danni alle colture agricole, con particolare attenzione alla corilicoltura, e per regolare la presenza della specie nei territori dove l’impatto sulle produzioni è diventato più marcato. Il provvedimento riguarda soprattutto le aree delle Langhe e dell’Alta Langa, dove negli ultimi anni la diffusione dei noccioleti e l’aumento delle superfici boscate hanno creato condizioni favorevoli alla presenza stabile del Glis glis.

Perché la Provincia interviene e quali aree sono interessate

Il quadro delineato dall’ente provinciale parte da un dato preciso: il ghiro trova nei noccioleti una fonte alimentare particolarmente attrattiva e questa presenza si traduce in perdite produttive ed economiche per le aziende agricole. Le criticità si concentrano in particolare nei comuni compresi negli Ambiti Territoriali di Caccia CN4 e CN5, zone dove la corilicoltura rappresenta una componente rilevante del tessuto agricolo locale.

Alla base del piano c’è un equilibrio che la Provincia indica come necessario: proteggere un comparto strategico per il territorio senza uscire dai limiti fissati dalla normativa sulla fauna selvatica. Il documento si inserisce infatti nel perimetro della Legge 157 del 1992, che consente l’attivazione di piani di controllo in deroga anche per specie protette quando si registrano danni significativi alle produzioni agricole, dopo la verifica dell’inefficacia dei metodi ecologici e con il parere favorevole di Ispra.

Prima i metodi ecologici, poi interventi selettivi e localizzati

Il piano approvato dalla Provincia stabilisce una linea di intervento graduale. In via prioritaria dovranno essere adottati metodi ecologici, come la realizzazione di fasce di rispetto tra bosco e noccioleto e l’uso di barriere aeree. Soltanto nel caso in cui queste soluzioni non risultino sufficienti sarà possibile procedere con un contenimento numerico selettivo e circoscritto.

Gli interventi, viene specificato, potranno essere effettuati esclusivamente nel periodo compreso tra il 15 maggio e il 15 settembre, mediante gabbie e cassette nido. L’attuazione sarà affidata ai proprietari o ai conduttori dei fondi autorizzati, sotto il coordinamento diretto della Provincia, che seguirà quindi la gestione operativa e il controllo delle attività previste dal piano.

Le dichiarazioni della Provincia e il coinvolgimento delle aziende

«Con questo Piano – dichiara il presidente della Provincia di Cuneo, Luca Robaldo – mettiamo in campo uno strumento serio e responsabile per tutelare un comparto agricolo strategico come la corilicoltura, senza rinunciare al rispetto della biodiversità e delle norme di protezione della fauna selvatica. È un equilibrio delicato, ma necessario, per difendere il lavoro delle nostre aziende agricole».

Sulla stessa linea il consigliere delegato Silvano Dovetta, che richiama l’esperienza maturata negli anni precedenti: «I risultati arrivano solo quando si opera in modo continuativo, corretto e tecnicamente adeguato. Con il nuovo Piano puntiamo a coinvolgere aziende realmente motivate, a migliorare il monitoraggio e a rendere più efficace il rapporto tra interventi di controllo e reale riduzione dei danni».

Il piano sarà promosso nei territori a vocazione corilicola anche attraverso le associazioni di categoria e gli Enti di gestione territoriale della caccia, con l’obiettivo di rafforzare la qualità degli interventi e accompagnare una gestione sostenibile del territorio. Le aziende interessate ad aderire possono contattare l’Ufficio Caccia e Pesca della Provincia di Cuneo al numero 0171.445.477 oppure scrivere all’indirizzo [email protected].

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.