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Cuneo, Confagricoltura chiede un piano per il vino in crisi

03/07/2026

Cuneo, Confagricoltura chiede un piano per il vino in crisi

Confagricoltura Cuneo e Piemonte chiede alla politica regionale misure immediate e una strategia stabile per affrontare la crisi del comparto vitivinicolo piemontese. Il presidente Enrico Allasia ha indicato una serie di proposte operative per sostenere un settore alle prese con squilibri di mercato, calo dei consumi, aumento dei costi, giacenze in crescita e nuove difficoltà legate al clima.

Prezzi in calo e cantine con vino invenduto

Il quadro descritto dall’organizzazione agricola riguarda diverse denominazioni piemontesi, colpite da una pressione che arriva da più fronti. I conflitti internazionali, i dazi statunitensi, la debolezza dell’economia europea e la flessione dei consumi interni stanno riducendo gli spazi di mercato. A questi fattori si aggiungono l’aumento dei costi di produzione e gli effetti del cambiamento climatico, che incidono sulla gestione dei vigneti e sulla redditività delle aziende.

Per molte imprese vitivinicole lo squilibrio tra domanda e offerta si traduce in prezzi più bassi e in maggiori giacenze nelle cantine. Confagricoltura ritiene quindi necessario superare la logica delle misure tampone e costruire una programmazione capace di accompagnare il comparto verso un nuovo equilibrio produttivo e commerciale.

Le proposte: stop ai nuovi impianti e vendemmia verde

Tra le richieste avanzate figurano la sospensione delle autorizzazioni ai nuovi impianti viticoli a partire dal 2027, la proroga delle idoneità assegnate dai bandi delle denominazioni piemontesi e una revisione della misura di ristrutturazione e riconversione dei vigneti, con incentivi al rinvio dei nuovi impianti.

Confagricoltura propone anche il ripristino della vendemmia verde, considerata uno strumento utile per gestire in modo programmato le produzioni. Solo come misura estrema viene indicata l’estirpazione volontaria dei vigneti, sul modello adottato in Francia. Allasia richiama inoltre una riflessione sulle politiche di promozione, da rendere più incisive anche in raccordo con il nuovo Osservatorio del Vino.

Rese ridotte per Moscato, Nebbiolo e Barbera

Alcuni Consorzi di tutela hanno già scelto di intervenire sulle rese delle prossime vendemmie. Il Consorzio dell’Asti DOCG ha fissato la resa produttiva del Moscato d’Asti DOCG a 85 quintali per ettaro. Il Consorzio di tutela del Barolo, Barbaresco, Alba, Langhe e Dogliani ha invece approvato una riduzione del 10% per Langhe Nebbiolo DOC e Barbera d’Alba DOC, scendendo a 90 quintali per ettaro.

Alessandro Bottallo, responsabile di Confagricoltura Cuneo per la zona di Alba, ha espresso apprezzamento per le decisioni dei Consorzi, ritenute utili a contenere nuovi squilibri di mercato. Al tempo stesso ha chiesto provvedimenti regionali più ampi, capaci di offrire al comparto una prospettiva di lungo periodo e di evitare che gli agricoltori subiscano scelte penalizzanti senza adeguati strumenti di tutela.

Vigneti anticipati dal caldo, attenzione allo stress idrico

Sul fronte agronomico, il tecnico di Confagricoltura Cuneo Antonio Marino segnala una campagna molto anticipata, favorita dalle temperature elevate e da giornate terse. Nei vigneti cuneesi la fioritura è stata positiva e il passaggio verso allegagione e mignolatura è avvenuto rapidamente, con una produzione potenziale giudicata buona.

Sono stati osservati anche i primi acini in invaiatura, segnale dell’avvio della maturazione. Restano però criticità legate allo stress idrico e alle scottature da insolazione. La difesa fitosanitaria, al momento, risulta meno impegnativa rispetto ad annate più piovose: la scarsità di precipitazioni ha limitato la peronospora, mentre oidio e flavescenza risultano sotto controllo.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.