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Cuneo, il Consiglio provinciale lavora a un testo unitario sulla violenza sulle donne

22/04/2026

Cuneo, il Consiglio provinciale lavora a un testo unitario sulla violenza sulle donne

Un ordine del giorno sulla violenza contro le donne, un confronto trasversale tra i gruppi consiliari e la decisione finale di rinviare il voto per costruire un testo condiviso da tutta l’assemblea. È questo l’esito della discussione che ha animato il Consiglio provinciale di Cuneo nella seduta del 15 aprile, dove il dibattito ha messo al centro un tema ritenuto da tutti di forte rilievo sociale e istituzionale, con l’obiettivo di arrivare a una presa di posizione unitaria e a un appello formale al Parlamento.

Un confronto ampio tra i gruppi consiliari

L’ordine del giorno era stato presentato dal gruppo La Nostra Provincia e ha aperto un confronto approfondito tra i consiglieri, che hanno riconosciuto in modo unanime la centralità del tema e la necessità di affrontarlo con serietà, senza ridurlo a terreno di scontro politico. Nel corso della discussione, il presidente della Provincia Luca Robaldo ha chiesto un passaggio ulteriore di confronto tra i capigruppo, con l’obiettivo di arrivare a un’intesa il più possibile ampia.

Robaldo ha richiamato anche il valore concreto dell’impegno delle istituzioni sul territorio, ricordando che a Mondovì, città di cui è sindaco, a breve saranno inaugurati i lavori di ristrutturazione di un bene confiscato alla criminalità organizzata destinato ad accogliere persone in difficoltà e vittime di violenza. Un riferimento che ha dato alla discussione un ancoraggio diretto alla realtà locale, sottolineando come il fenomeno non sia astratto ma richieda risposte visibili e strumenti concreti di protezione.

Il nodo del consenso e la riforma dell’articolo 609-bis

A illustrare il contenuto dell’ordine del giorno è stata la consigliera Stefania D’Ulisse, che ha richiamato il dibattito parlamentare in corso sulla riforma dell’articolo 609-bis del codice penale, relativo alla violenza sessuale. Nel suo intervento ha ribadito un principio netto: il consenso libero e attuale deve rappresentare il fondamento della tutela della libertà sessuale, perché in assenza di consenso, ha osservato, si è di fronte alla violenza.

D’Ulisse ha sottolineato come la mancanza di una definizione normativa più chiara rischi di lasciare spazio a zone grigie interpretative, stereotipi culturali e forme di vittimizzazione secondaria, in contrasto con gli obblighi assunti dall’Italia con la Convenzione di Istanbul. Il riferimento alla riforma in discussione a livello nazionale ha orientato buona parte del confronto, trasformando il consiglio provinciale in un luogo di riflessione istituzionale su un nodo giuridico e culturale che oggi attraversa il dibattito pubblico italiano.

La richiesta di un consiglio aperto e di un confronto più largo

Nel corso della seduta, il consigliere Manzone ha insistito sull’attualità e sulla delicatezza dell’argomento, richiamando anche i recenti fatti di cronaca che hanno interessato il territorio cuneese. Per questo ha proposto di affrontare la questione anche in un consiglio aperto, con il coinvolgimento di esperti e rappresentanze diverse, così da ampliare il livello del confronto e favorire una riflessione più partecipata.

Una linea analoga è emersa anche dagli altri interventi. La consigliera Ivana Margherita Casale ha ringraziato il gruppo proponente per aver portato il tema in aula e ha ribadito che la tutela delle vittime e la condanna della violenza sessuale non possono diventare materia di contrapposizione ideologica. Pur sottolineando che il diritto penale resta competenza esclusiva dello Stato, Casale ha auspicato che il Consiglio provinciale riesca a produrre un documento capace di unire l’assemblea attorno a obiettivi comuni.

Il rinvio unanime e il gruppo di lavoro per il testo condiviso

Nel dibattito è intervenuto anche il consigliere Rocco Pulitanò, che ha definito la violenza sulle donne un fenomeno grave e intollerabile, in quanto attacco diretto alla libertà della persona. Pur ricordando i passi avanti compiuti negli ultimi anni sul piano normativo, con pene più severe e nuove misure, ha ribadito che in assenza di un consenso libero e consapevole si configura la violenza sessuale. Allo stesso tempo ha sottolineato che il confronto legislativo in corso richiede tempi adeguati e un esame approfondito.

Al termine della discussione, il Consiglio provinciale ha scelto all’unanimità di rinviare l’ordine del giorno e di avviare un gruppo di lavoro misto incaricato di elaborare un testo unitario. Il documento conterrà un appello al Parlamento perché intervenga al più presto sul tema. È stato inoltre annunciato che in uno dei prossimi Consigli verrà ascoltata la consigliera di parità della Provincia di Cuneo, con l’intenzione di organizzare anche un momento pubblico di approfondimento e sensibilizzazione aperto alla cittadinanza.

La scelta del rinvio non viene quindi letta come un passo indietro, ma come il tentativo di costruire una posizione istituzionale più forte e condivisa. In un clima che il Consiglio ha cercato di mantenere unitario, il tema della violenza sulle donne esce dall’aula provinciale con un indirizzo preciso: lavorare a un testo comune e sollecitare il Parlamento a dare una risposta normativa chiara su un terreno che riguarda diritti, libertà e tutela delle vittime.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.