Cuneo, premiate 39 strutture con il Marchio Ospitalità Italiana 2026-27
22/04/2026
Sono 39 le strutture della provincia di Cuneo che hanno ricevuto la certificazione Marchio Ospitalità Italiana 2026-27, consegnata lunedì 20 aprile nel corso di una cerimonia ospitata nella Sala San Giovanni del capoluogo. Un riconoscimento che mette al centro la qualità dell’accoglienza e che arriva in una fase positiva per il turismo della Granda, descritto dagli organizzatori come un settore in crescita e sempre più orientato a standard elevati, sostenibilità e valorizzazione del territorio.
La cerimonia a Cuneo tra istituzioni e operatori del turismo
Ad aprire i lavori è stato il vicesindaco di Cuneo Luca Serale, seguito dagli interventi del presidente della Camera di commercio di Cuneo Luca Crosetto, dell’assessore regionale allo Sviluppo e promozione della Montagna Marco Gallo e della presidente dell’Atl del Cuneese Gabriella Giordano, intervenuta anche in rappresentanza del presidente dell’Atl Langhe Monferrato Roero Mariano Rabino. La cerimonia ha così riunito istituzioni, sistema camerale e soggetti della promozione turistica attorno a un marchio che punta a certificare la qualità delle imprese ricettive e della ristorazione.
Nel suo intervento, Crosetto ha collegato il riconoscimento a un quadro più ampio, sottolineando che il 2025 si è chiuso con una crescita a doppia cifra del turismo nella Granda. Il presidente della Camera di commercio ha parlato di un successo costruito attraverso una strategia di sistema e di un lavoro condiviso nel quale le imprese del territorio vengono indicate come protagoniste dirette. Il messaggio è che investire nell’accoglienza significa rafforzare non solo l’immagine del territorio, ma anche una parte rilevante dell’economia locale.
Il turismo esperienziale al centro dell’intervento di Paolo Verri
Ospite d’onore dell’iniziativa è stato Paolo Verri, noto per aver guidato la candidatura vincente di Matera a Capitale europea della cultura 2019 e oggi direttore della Fondazione Arnoldo e Alberto Mondadori oltre che docente allo Iulm di Milano. Nel suo intervento ha richiamato i punti di forza del territorio cuneese e ha insistito sulla necessità di superare il modello turistico tradizionale per orientarsi verso una dimensione più esperienziale.
Secondo Verri, il turismo del futuro deve essere capace di coinvolgere il visitatore in modo autentico, facendolo sentire parte della comunità locale e spingendolo a tornare. Una visione che viene proposta anche come risposta concreta alle criticità del turismo di massa. Tra le sfide principali indicate figurano il superamento della logica dei grandi numeri, la gestione sostenibile dei flussi e la tutela dell’autenticità dei luoghi, sempre più esposti ai rischi dell’overtourism. In questa prospettiva, il lavoro congiunto tra operatori, istituzioni e comunità locali viene considerato decisivo per costruire un’offerta integrata e distintiva.
Come funziona il Marchio Ospitalità Italiana
Il progetto Ospitalità Italiana, promosso dal sistema camerale fin dal 1997 con il supporto di Unioncamere e Isnart, nasce per accompagnare gli operatori turistico-ricettivi nel miglioramento della qualità dei servizi. Alessandra Arcese, coordinatrice dell’area qualificazione imprese e territori di Isnart, ha illustrato durante la cerimonia l’evoluzione del marchio e il posizionamento di Cuneo nel quadro nazionale dopo cinque anni di valutazioni basate sui nuovi criteri.
Dal 2021 il marchio si fonda su un sistema di rating che traduce i requisiti del disciplinare in indicatori di performance aziendale. La valutazione verifica sia il possesso dei requisiti minimi per ottenere la certificazione sia il livello raggiunto in quattro aree: qualità del servizio, promozione del territorio, identità e notorietà. In base al punteggio ottenuto, le strutture ricevono una, due o tre corone; inoltre, quelle particolarmente attente alla sostenibilità ambientale ottengono la qualifica di struttura Green.
Il Castello di Guarene primo in Italia con tre corone
A fare notizia, tra i risultati dell’edizione 2026-27, è anche il traguardo raggiunto dal Castello di Guarene, che ha ottenuto un rating di tre corone. Si tratta, come evidenziato dagli organizzatori, di un risultato ottenuto per la prima volta non soltanto in provincia di Cuneo, ma sull’intero territorio nazionale. Un dato che rafforza il significato simbolico della premiazione e che viene letto come conferma della capacità di alcune strutture del territorio di collocarsi su livelli di eccellenza assoluta.
La presidente della Commissione del Marchio Ospitalità Italiana, Liliana Allena, che ha guidato la cerimonia di premiazione, ha rivolto un ringraziamento al predecessore Giorgio Chiesa e ha sottolineato come il successo delle imprese premiate rappresenti una prova concreta della qualità del sistema ricettivo locale. Allena ha anche annunciato il lavoro in corso con Isnart per aggiornare il disciplinare del marchio, con l’obiettivo di renderlo uno strumento promozionale ancora più dinamico ed efficace per le imprese.
La premiazione di Cuneo restituisce quindi l’immagine di un territorio che prova a fare della qualità dell’ospitalità uno dei cardini della propria competitività turistica. In un mercato che cambia rapidamente e che chiede sempre più esperienze autentiche, sostenibili e riconoscibili, il Marchio Ospitalità Italiana diventa così non soltanto un bollino di qualità, ma un indicatore del percorso intrapreso dal sistema turistico della Granda.
Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.