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Siccità in Piemonte, Confagricoltura stima danni per 2 miliardi

07/08/2026

Siccità in Piemonte, Confagricoltura stima danni per 2 miliardi

La siccità del 2026 potrebbe provocare danni per circa 2 miliardi di euro all’agricoltura piemontese. È la prima stima diffusa da Confagricoltura Piemonte, che ha chiesto formalmente al presidente della Regione Alberto Cirio e all’assessore all’Agricoltura Paolo Bongioanni di avviare con urgenza la procedura per il riconoscimento dell’evento calamitoso. L’obiettivo è consentire alle imprese colpite di accedere alle misure previste dal Fondo di solidarietà nazionale, dopo settimane caratterizzate da precipitazioni scarse, temperature eccezionalmente elevate e forte riduzione delle disponibilità idriche.

Chiesta l’apertura delle segnalazioni dei danni in tutto il Piemonte

Confagricoltura considera insufficiente, sul piano degli aiuti economici alle aziende, la sola dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo regionale già adottata. Per attivare gli strumenti previsti dalla normativa nazionale è necessario completare una procedura specifica, partendo dalla ricognizione delle perdite subite dalle imprese.

Nella lettera inviata alla Regione, l’organizzazione agricola chiede quindi l’apertura immediata delle segnalazioni dei danni sull’intero territorio piemontese, l’avvio degli accertamenti tecnici ed economici e la delimitazione delle aree e delle produzioni interessate.

Tra le richieste figura anche la trasmissione al Ministero dell’Agricoltura della proposta per la declaratoria dell’eccezionalità dell’evento e l’attivazione delle misure previste dal decreto legislativo 102/2004. Confagricoltura sollecita inoltre agevolazioni previdenziali e deroghe che consentano di intervenire anche sulle colture assicurabili, seguendo quanto già avvenuto durante la siccità del 2022.

Un ulteriore punto riguarda la Politica agricola comune e il Complemento di sviluppo rurale. L’associazione chiede indicazioni chiare per il riconoscimento della causa di forza maggiore, in modo che gli agricoltori non vengano penalizzati qualora le condizioni climatiche rendano impossibile rispettare determinati impegni previsti dai programmi comunitari.

Piogge in calo del 54% e riserve idriche con deficit del 62%

A sostenere la richiesta sono anche i dati climatici richiamati da Confagricoltura. Secondo Arpa Piemonte, nel mese di luglio le precipitazioni sul bacino piemontese del Po sono risultate inferiori di circa il 54% rispetto alla media. Ancora più marcato il deficit delle risorse idriche superficiali immagazzinate, indicato al 62%.

La riduzione riguarda anche le portate dei corsi d’acqua, che in numerosi casi presentano cali compresi tra il 60 e il 90%. L’Osservatorio permanente sugli utilizzi idrici del Distretto del Po ha inoltre classificato l’intero bacino in una situazione di severità idrica alta.

Il quadro è aggravato dalle temperature. Luglio 2026 viene indicato come il secondo luglio più caldo della serie storica regionale, mentre il periodo giugno-luglio risulterebbe il bimestre più caldo mai registrato in Piemonte.

Mais, perdite fino all’80% e raccolto azzerato nei casi peggiori

Le prime rilevazioni effettuate dalle strutture territoriali dell’organizzazione mostrano conseguenze molto diverse in base alle colture e alla disponibilità di irrigazione. Le perdite più pesanti vengono segnalate sul mais, con riduzioni delle rese generalmente comprese tra il 40 e l’80%. In alcuni appezzamenti non irrigui il raccolto sarebbe vicino alla perdita totale.

Situazione difficile anche per la soia, con cali stimati tra il 40 e il 70%. Prati, colture foraggere e pascoli registrerebbero diminuzioni produttive comprese nella stessa fascia, con valori ancora superiori in alcune zone montane e collinari.

Danni vengono segnalati inoltre nei vigneti, nei noccioleti e nelle coltivazioni di ortaggi, girasole e riso. In questi comparti alla riduzione delle quantità prodotte si aggiungono problemi qualitativi, maturazioni anticipate, frutti di dimensioni inferiori e fenomeni di cascola.

Caldo e mancanza d’acqua aumentano anche i costi aziendali

Il presidente di Confagricoltura Piemonte Enrico Allasia richiama anche gli effetti diretti delle alte temperature sulle piante. Lo stress fisiologico può ridurre l’attività vegetativa, accelerare la maturazione e provocare scottature, perdita di peso e peggioramento della qualità del prodotto.

Alle minori rese si somma l’incremento dei costi necessari per mantenere attive le produzioni. Le aziende stanno sostenendo maggiori spese per irrigazione, consumi energetici e approvvigionamento dei foraggi. Per gli allevamenti la situazione viene descritta come particolarmente complessa: in diversi casi la carenza di erba ha costretto ad anticipare il rientro degli animali dagli alpeggi.

Le segnalazioni raccolte dalle sedi provinciali indicano che il problema interessa ormai pianure, colline e aree montane, motivo per cui Confagricoltura chiede che la ricognizione non venga limitata a singole province o comprensori.

Confagricoltura chiede risorse adeguate nel Fondo nazionale

Per Allasia, le prime stime disponibili portano a ipotizzare un danno complessivo vicino ai 2 miliardi di euro, anche se la quantificazione definitiva potrà arrivare soltanto dopo gli accertamenti nelle singole aziende e sui diversi comparti produttivi.

Confagricoltura Piemonte chiede quindi che il Fondo di solidarietà nazionale disponga di risorse sufficienti per affrontare un’emergenza di queste dimensioni e sollecita un intervento coordinato tra Regione e Governo. L’obiettivo indicato è garantire sostegni in tempi compatibili con le necessità delle aziende, preservando la continuità produttiva, gli investimenti e la capacità competitiva dell’agricoltura regionale.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.