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Siccità nel Cuneese, Confagricoltura: la crisi idrica diventa una sfida strutturale per l’agricoltura

25/08/2026

Siccità nel Cuneese, Confagricoltura: la crisi idrica diventa una sfida strutturale per l’agricoltura

La siccità non rappresenta più un fenomeno temporaneo legato alle condizioni meteorologiche di una singola stagione, ma una criticità strutturale destinata a condizionare il futuro del comparto agricolo. È l’allarme lanciato da Confagricoltura Cuneo dopo un’estate caratterizzata da temperature elevate e dalla carenza di precipitazioni che ha coinvolto, con intensità differenti, le produzioni vegetali e zootecniche della provincia.

Secondo l’associazione agricola, la gestione dell’acqua è diventata una questione strategica che richiede programmazione, investimenti e nuove soluzioni. L’obiettivo è affrontare il problema non soltanto nelle fasi di emergenza, ma attraverso interventi strutturali capaci di garantire disponibilità idrica anche negli anni futuri.

Caldo e scarsità d’acqua aumentano i costi per le aziende agricole

Il direttore di Confagricoltura Cuneo, Roberto Abellonio, ha evidenziato come caldo e siccità debbano essere considerati elementi ormai ricorrenti con cui il settore agricolo dovrà confrontarsi.

La difficoltà non riguarda soltanto la quantità di acqua disponibile. Molte aziende sono costrette a irrigare più frequentemente e per periodi più lunghi, con conseguente aumento dei costi legati all’energia, al gasolio e alla gestione degli impianti.

A risentire della situazione sono anche gli allevamenti, a causa della minore disponibilità di foraggi e materie prime destinate all’alimentazione animale. Questo potrebbe avere ripercussioni sull’intera filiera agroalimentare, incidendo sui costi di produzione e sugli equilibri di mercato.

Tra le problematiche segnalate rientrano anche i vincoli legati al rispetto dei minimi deflussi dei corsi d’acqua, che in alcune aree hanno limitato la possibilità di irrigazione nei periodi di maggiore necessità. “In alcune zone, come a Caraglio, alle aziende non è stata data la possibilità di irrigare proprio a causa dei vincoli legati ai minimi deflussi”, ha spiegato Abellonio, sottolineando la necessità di trovare un equilibrio tra tutela della risorsa idrica e necessità produttive.

Le conseguenze sui principali comparti agricoli

Confagricoltura Cuneo ha raccolto le testimonianze dei rappresentanti delle diverse sezioni produttive per descrivere gli effetti della situazione sul territorio.

Nel settore frutticolo, Michele Ponso ha spiegato che la disponibilità d’acqua dai pozzi è ancora sufficiente, ma il problema principale riguarda l’aumento dei costi. Le alte temperature hanno infatti obbligato molte aziende a mantenere attivi gli impianti di irrigazione localizzata anche per 24 ore consecutive.

Per i cereali e semi oleosi, Andrea Ingaramo ha evidenziato le difficoltà soprattutto per il mais, coltura che necessita di adeguate risorse idriche per completare il ciclo produttivo. Secondo il rappresentante del comparto, servono investimenti in invasi e innovazione varietale per rendere le colture più resistenti.

Anche il settore vitivinicolo registra gli effetti del caldo prolungato. Gian Luca Demaria ha segnalato stress idrico in alcune aree delle Langhe e del Roero, con scottature dei grappoli e una maturazione anticipata delle uve.

Problemi vengono segnalati anche per la frutta in guscio, con Aldo Gavuzzo che ha evidenziato stress idrico, ingiallimento e caduta anticipata delle foglie nei noccioleti più esposti.

Servono invasi e una strategia di lungo periodo

Le difficoltà coinvolgono anche il comparto lattiero-caseario e quello zootecnico. Enrico Racca ha richiamato l’attenzione sul rischio legato alla qualità del mais destinato all’alimentazione animale e sulla necessità di realizzare nuovi invasi, soprattutto nelle zone montane, per conservare l’acqua nei periodi di maggiore disponibilità.

Per gli allevamenti bovini da carne, Alberto Brugiafreddo ha evidenziato una situazione differenziata: dove l’irrigazione è garantita le difficoltà risultano contenute, mentre nelle aree meno servite cresce il rischio di raccolti insufficienti e aumento dei costi dei foraggi.

Anche la suinicoltura risente indirettamente della crisi idrica. Secondo Roberto Barge, la riduzione delle produzioni cerealicole può determinare un aumento dei costi dei mangimi.

Il presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia, ha sottolineato che la risposta non può limitarsi alla gestione delle emergenze. Servono una strategia per la risorsa idrica, nuovi sistemi di raccolta dell’acqua, investimenti nell’irrigazione efficiente e ricerca su colture più resistenti.

La siccità, secondo l’associazione, è ormai una variabile permanente dell’agricoltura e richiede una pianificazione capace di tutelare la competitività delle aziende e la stabilità dell’intero sistema agroalimentare.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.