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Agricoltura piemontese, imprese in calo del 2,3% nel 2025

13/07/2026

Agricoltura piemontese, imprese in calo del 2,3% nel 2025

Le aziende agricole piemontesi sono scese a 45.919 nel 2025, con una contrazione del 2,3% rispetto all’anno precedente. Il dato emerge dalla Relazione annuale 2026 dell’IRES Piemonte e viene indicato da Confagricoltura come il segnale di una crescente difficoltà economica per il settore primario, alle prese con l’aumento dei costi di produzione e una progressiva riduzione dei margini aziendali.

Accelera la riduzione delle imprese agricole piemontesi

Secondo l’analisi richiamata dal presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, il ritmo delle chiusure è aumentato rispetto alla prima parte del decennio. La diminuzione media annua, pari all’1,2% nel triennio 2020-2022, è salita al 2,3% nel periodo 2023-2025.

Per l’organizzazione agricola, questa accelerazione è legata soprattutto alla crescita delle spese sostenute dalle aziende per energia, fertilizzanti, mangimi e altri mezzi tecnici. Costi più elevati, a fronte di ricavi che non sempre aumentano nella stessa misura, riducono la capacità delle imprese di programmare investimenti e mantenere un livello di redditività adeguato.

Allasia ha richiamato anche gli effetti delle tensioni internazionali sui mercati delle materie prime. Confagricoltura segnala che le difficoltà registrate lungo lo Stretto di Hormuz nel mese di febbraio avrebbero contribuito all’aumento dei prezzi dei fertilizzanti, proprio durante la fase delle semine primaverili. Una dinamica che avrebbe inciso direttamente sui costi delle coltivazioni.

Export agroalimentare oltre i 10,2 miliardi di euro

La relazione IRES restituisce anche un dato positivo: nel 2025 l’export agroalimentare piemontese è cresciuto dell’8,9%, superando il valore di 10,2 miliardi di euro. Un risultato sostenuto dalla capacità competitiva di produzioni regionali come vino, prodotti a denominazione di origine e specialità da forno.

Confagricoltura invita però a leggere con attenzione l’andamento del comparto delle bevande, che rappresenta circa un quarto delle esportazioni agroalimentari del Piemonte. La fase di difficoltà segnalata per questo settore potrebbe avere conseguenze rilevanti sull’intera filiera, soprattutto nei territori maggiormente legati alla produzione vitivinicola.

La crescita delle vendite all’estero dimostra la solidità commerciale di molte produzioni piemontesi, ma non elimina i problemi legati ai costi interni. La capacità di competere sui mercati internazionali rischia infatti di essere indebolita se le imprese non riescono a recuperare redditività lungo la catena del valore.

Rincari per i bovini e prezzo del latte sotto pressione

Tra le criticità evidenziate figurano anche quelle del comparto zootecnico. I prezzi dei vitelli da ristallo avrebbero registrato aumenti fino al 49,8%, riflettendo uno squilibrio tra domanda e offerta sul mercato europeo. Per Confagricoltura, il fenomeno dovrà essere considerato nella programmazione delle attività bovine e nelle politiche destinate agli allevamenti.

Preoccupazioni arrivano anche dal settore lattiero-caseario. Il prezzo del latte alla stalla è sceso sotto i 50 euro per 100 litri, segnando un’inversione rispetto alla fase precedente. La riduzione dei ricavi, combinata con le spese per alimentazione animale, energia e gestione delle stalle, potrebbe comprimere ulteriormente i margini degli allevatori.

Confagricoltura chiede misure su redditività e rischio

Allasia ha chiesto alla Regione Piemonte e al Governo di utilizzare i dati dell’IRES come base per definire le priorità degli interventi pubblici. Tra le richieste figurano strumenti per sostenere la redditività delle aziende, misure di gestione del rischio e protezioni contro la volatilità dei prezzi energetici e dei fertilizzanti.

Confagricoltura sollecita inoltre un accompagnamento più stabile per le imprese esposte alle oscillazioni dei mercati internazionali. L’obiettivo indicato dall’associazione è evitare ulteriori chiusure, tutelare gli allevamenti e consentire alle aziende agricole piemontesi di continuare a investire nella qualità delle produzioni e nella presenza sui mercati esteri.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.