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Cuneo, Confagricoltura: stop alle carni dal Brasile tutela gli allevatori

03/09/2026

Cuneo, Confagricoltura: stop alle carni dal Brasile tutela gli allevatori

Lo stop europeo alle importazioni dal Brasile di diversi prodotti agroalimentari di origine animale viene accolto positivamente da Confagricoltura Cuneo, che considera la misura un segnale a tutela degli allevamenti del territorio. Il provvedimento riguarda, secondo quanto riferito dall’associazione agricola, bovini, pollame, uova e altri prodotti. Il presidente provinciale Enrico Allasia richiama soprattutto il tema della reciprocità delle regole tra produzioni europee e merci provenienti da Paesi terzi.

Confagricoltura chiede le stesse regole per chi esporta in Europa

La posizione dell’organizzazione parte dalle condizioni richieste agli allevatori italiani ed europei in materia di sicurezza alimentare, tracciabilità, tutela ambientale e benessere animale. Secondo Confagricoltura Cuneo, gli stessi standard dovrebbero essere garantiti anche per le produzioni importate nell’Unione europea.

Allasia sottolinea inoltre il problema della concorrenza esercitata da prodotti che arrivano sul mercato a prezzi inferiori rispetto alle produzioni locali, mentre le aziende agricole piemontesi devono confrontarsi con un aumento dei costi di gestione e produzione.

L’associazione riferisce che la decisione europea è arrivata dopo le segnalazioni presentate da diversi Stati membri e dalle organizzazioni agricole sulle differenze tra le normative applicate negli allevamenti brasiliani e quelle previste nell’Unione europea. Tra i temi indicati figurano l’impiego di antimicrobici e ormoni della crescita e la necessità di garantire condizioni equivalenti lungo l’intera filiera.

Cuneo concentra oltre 3.700 allevamenti bovini

La questione assume particolare rilievo in provincia di Cuneo, uno dei principali territori zootecnici del Piemonte. Secondo i dati dell’Anagrafe Nazionale Zootecnica riferiti al 2025 e richiamati da Confagricoltura, in regione sono presenti oltre 9.300 allevamenti bovini tra aziende da carne e strutture miste.

Di questi, circa 3.750 hanno sede nella provincia di Cuneo. Il patrimonio bovino provinciale raggiunge circa 406 mila capi, una quantità che rappresenta più della metà degli animali allevati complessivamente in Piemonte.

Il territorio riveste un peso significativo anche nel settore avicolo. In Piemonte risultano circa 700 allevamenti, con un totale di 11 milioni di capi. Quasi la metà delle strutture si concentra nella provincia di Cuneo, seguita da Torino. Il comparto comprende polli da carne, tacchini, faraone e galline ovaiole.

Export brasiliano verso l’Unione europea in crescita

Confagricoltura evidenzia inoltre l’andamento delle esportazioni brasiliane verso il mercato europeo. Nei primi sei mesi del 2026, secondo i dati citati dall’organizzazione, il Brasile sarebbe stato l’unico tra i principali Paesi esportatori ad aumentare le proprie vendite verso l’Unione europea, mentre gli altri maggiori fornitori avrebbero registrato una contrazione.

Per l’associazione agricola, questo andamento rende ancora più rilevante il confronto sulle condizioni di accesso al mercato europeo e sulla necessità di applicare criteri omogenei alle produzioni che entrano nell’Unione.

Allasia: servono interventi anche sulla competitività

Il presidente di Confagricoltura Cuneo considera il provvedimento europeo positivo, ma ritiene necessario inserirlo in una strategia più ampia dedicata alla filiera bovina italiana.

Tra le priorità indicate figurano il rafforzamento della competitività degli allevamenti, la valorizzazione delle carni prodotte sul territorio, il sostegno al ricambio generazionale e una maggiore integrazione tra i diversi soggetti della filiera.

Per Confagricoltura, l’obiettivo deve essere garantire condizioni economiche che consentano agli allevatori di ottenere una remunerazione adeguata, salvaguardando allo stesso tempo occupazione e continuità produttiva nelle aree rurali della provincia.

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Annalisa Biasi

Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.