Cuneo contro lo sfruttamento: progetto nazionale e 160mila euro
24/09/2026
Cuneo entra nella sperimentazione nazionale dedicata all’emersione dello sfruttamento lavorativo e alla presa in carico delle vittime. Il Comune è uno dei dieci enti locali italiani coinvolti nel progetto promosso dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali con Anci e Fondazione Cittalia nell’ambito della rete SAI. Il primo tavolo di azione locale si è svolto il 23 settembre nel Salone d’Onore del municipio, riunendo istituzioni e soggetti del territorio già impegnati nel contrasto al fenomeno. Per l’attuazione della sperimentazione è previsto un finanziamento fino a 160mila euro attraverso il Fondo nazionale per le politiche migratorie.
Cuneo tra le città con più permessi ex articolo 18 ter
Il progetto si inserisce in un territorio caratterizzato da una significativa presenza di lavoratori stagionali, legata anche alla produzione ortofrutticola. La sindaca Patrizia Manassero ha richiamato l’esperienza maturata dal Comune nei programmi di accoglienza SAI e nelle attività rivolte al contrasto dello sfruttamento lavorativo.
I dati riportati durante l’incontro mostrano il peso assunto dal territorio cuneese nell’utilizzo del permesso di soggiorno previsto dall’articolo 18 ter del Testo Unico sull’Immigrazione, destinato alle persone riconosciute come vittime di sfruttamento lavorativo. Al 31 luglio 2026 risultavano in Italia 657 nuovi permessi di questa tipologia, oltre a 78 rinnovi e 124 conversioni in permessi per lavoro subordinato.
Prato risultava la prima località per nuovi rilasci con 47, seguita da Verona con 41 e Cuneo con 40. Seguivano Padova e Rovigo, entrambe con 32, e Catania con 30. La lettura proposta dagli enti coinvolti è che numeri elevati possano riflettere anche una maggiore capacità delle reti territoriali di individuare le situazioni di sfruttamento e accompagnare le vittime verso gli strumenti di tutela previsti dalla legge.
Formazione e inserimento lavorativo per le vittime
La sperimentazione ha una durata biennale e punta a costruire percorsi personalizzati di autonomia e inclusione per i titolari di permesso ex articolo 18 ter. Tra gli interventi previsti figurano orientamento professionale, formazione e riqualificazione, accompagnamento verso un nuovo impiego e servizi destinati a sostenere l’integrazione sociale.
Barbara Siclari, dirigente della Divisione Politiche migratorie relative all’inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Ministero del Lavoro, ha spiegato che per questi percorsi sono state previste risorse nazionali pari a 800mila euro l’anno. Il progetto punta a utilizzare anche l’esperienza del sistema SAI e la presenza capillare degli enti locali per costruire un modello di presa in carico applicabile ai diversi territori.
Oltre a Cuneo sono coinvolti nella sperimentazione i Comuni di Catania, Genova, Latina, Milano, Perugia, Pescara, Prato, Ravenna e Treviso. L’obiettivo è rafforzare il collegamento tra individuazione delle vittime, tutela, assistenza e successivo inserimento socio-lavorativo.
La Procura: 37 procedimenti aperti per sfruttamento
Durante il tavolo è intervenuto anche il procuratore capo di Cuneo Onelio Dodero, che ha riferito dell’esistenza di 37 procedimenti aperti dalla Procura per ipotesi di sfruttamento lavorativo. Si tratta di procedimenti giudiziari in corso e, pertanto, le eventuali responsabilità delle persone coinvolte dovranno essere accertate nelle sedi competenti.
Dodero ha richiamato le difficoltà legate all’individuazione delle vittime, spiegando che alcune persone possono non avere piena consapevolezza delle condizioni di sfruttamento nelle quali si trovano. L’intercettazione della situazione rappresenta quindi il primo passaggio per attivare sia gli accertamenti giudiziari sia gli strumenti amministrativi di tutela, compreso il percorso previsto dall’articolo 18 ter.
Una rete territoriale contro caporalato e sfruttamento
Il tavolo avviato a Cuneo dovrà ora mettere in collegamento i soggetti che già operano sul territorio, creando una modalità di intervento condivisa tra servizi sociali, sistema dell’accoglienza, istituzioni, realtà impegnate nell’inserimento lavorativo e autorità competenti.
La sperimentazione nazionale punta proprio a trasformare queste collaborazioni in un modello organizzativo strutturato, capace di accompagnare la persona dalla fase di emersione dello sfruttamento fino alla costruzione di un percorso di autonomia. Per Cuneo il progetto assume un rilievo particolare anche in relazione alla presenza stagionale di lavoratori impiegati nell’agricoltura e alla necessità di rendere più efficace l’individuazione delle situazioni irregolari.
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Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.