Cuneo, nasce la Rete dei Comuni Castanicoli: firmato l’atto
29/06/2026
Cuneo – Una trentina di sindaci ha firmato venerdì 26 giugno, nel Salone d’Onore del Comune di Cuneo, l’Atto di indirizzo per la promozione e la costituzione della Rete dei Comuni Castanicoli della Provincia di Cuneo. Il documento apre il percorso politico e amministrativo per costruire una rete stabile tra gli enti locali impegnati nella valorizzazione della castanicoltura, considerata una risorsa strategica per l’economia rurale, il paesaggio e la prevenzione del dissesto nella Granda.
Circa 70 Comuni hanno già aderito all’atto di indirizzo
La sottoscrizione dà seguito agli ordini del giorno approvati dal Consiglio provinciale e dal Consiglio comunale di Cuneo, ai quali si sono aggiunti i consigli comunali di circa 70 enti del territorio. La firma avvenuta a Cuneo rappresenta quindi una prima tappa formale verso la costruzione di un coordinamento più ampio, capace di coinvolgere le diverse aree castanicole della provincia.
L’atto impegna i sindaci a lavorare alla redazione della “Carta dei Comuni Castanicoli”, documento che, una volta definito, sarà sottoposto al voto dei rispettivi consigli comunali per autorizzare la firma dell’atto costitutivo definitivo. I primi cittadini firmatari si sono inoltre impegnati a promuovere nuove adesioni, con l’obiettivo di rafforzare la rappresentatività della rete.
Castanicoltura, dissesto e gestione del territorio
Tra gli obiettivi indicati nel percorso figurano la rilevazione e la mappatura delle aree castanicole provinciali, insieme all’individuazione delle zone a maggiore criticità idrogeologica. La rete intende anche rappresentare alla Regione Piemonte le difficoltà legate alle limitazioni agli abbruciamenti previste dal Piano Regionale di Qualità dell’Aria, valutando possibili deroghe o rimodulazioni tecniche.
Un altro fronte riguarda la gestione dei residui vegetali e l’impatto che l’abbandono delle aree castanicole può avere sulla stabilità dei versanti. Il coordinamento tra Comuni punta a definire strategie condivise di prevenzione, favorire l’accesso a fondi pubblici, bandi forestali e risorse per il dissesto, oltre a sostenere l’acquisto di macchinari idonei alla manutenzione del sottobosco.
La rete lavorerà anche sul piano economico, con attenzione ai mercati della castagna, alla trasformazione del prodotto e all’aggregazione tra produttori. L’obiettivo è dare maggiore forza a una filiera che unisce agricoltura, ambiente, turismo e presidio delle aree montane.
Gli interventi istituzionali e il ruolo della Fiera del Marrone
All’incontro sono intervenuti l’assessore regionale alla montagna Marco Gallo, i consiglieri regionali Claudio Sacchetto e Mauro Calderoni, il presidente della Provincia Luca Robaldo e il consigliere provinciale Loris Emmanuel. Maria Gabriella Mellano, del Disafa e del Centro regionale di castanicoltura, ha portato un contributo tecnico sul rapporto tra tradizione, evoluzione delle pratiche colturali e innovazione tecnologica.
La sindaca di Cuneo Patrizia Manassero e l’assessora al turismo e alle manifestazioni Sara Tomatis hanno definito la firma una svolta per il territorio e per l’intera provincia. Secondo l’amministrazione comunale, la castanicoltura non è soltanto una tradizione storica della Granda, ma anche un elemento economico rilevante e un presidio contro il dissesto idrogeologico e l’abbandono delle valli.
Durante l’evento è stato presentato anche il manifesto dei 90 anni dalla prima edizione della Fiera del Marrone, in vista del lancio della manifestazione al Consolato a New York, previsto per martedì 30 giugno. La fiera ha ottenuto quest’anno dalla Regione Piemonte la qualifica di fiera internazionale, confermando il ruolo della castagna come simbolo identitario, leva di promozione economica e tema di programmazione territoriale per Cuneo e per le aree montane della provincia.
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Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.