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Cuneo ricorda Giorgio Bocca a 106 anni dalla nascita

26/08/2026

Cuneo ricorda Giorgio Bocca a 106 anni dalla nascita

Il 28 agosto ricorrono 106 anni dalla nascita di Giorgio Bocca, giornalista, scrittore e partigiano nato a Cuneo nel 1920. Il suo rapporto con la città rimase vivo per tutta la vita, tanto che nel 1993 il Consiglio comunale gli conferì la Cittadinanza benemerita, riconoscendo il legame mantenuto con il capoluogo piemontese. Dalla giovinezza trascorsa tra via XX Settembre, lo sport e i primi articoli fino alla lunga carriera nel giornalismo nazionale, la biografia di Bocca attraversa alcuni dei passaggi centrali della storia italiana del Novecento.

Dagli studi a Torino alla Resistenza nelle valli cuneesi

Giorgio Valentino Bocca nacque a Cuneo il 28 agosto 1920 da una famiglia di insegnanti. Studiò giurisprudenza all’Università di Torino e durante gli anni universitari fu iscritto ai Gruppi Universitari Fascisti. In quel periodo si fece conoscere anche nello sport, distinguendosi nelle competizioni sciistiche e giocando nel Cuneo durante il campionato 1938-39.

Nel 1940 fu arruolato come allievo ufficiale degli Alpini e partecipò alla Battaglia delle Alpi Occidentali, combattuta quando l’Italia entrò nella Seconda guerra mondiale al fianco della Germania. Durante il servizio militare conobbe Benedetto Dalmastro, vicino a Duccio Galimberti.

Dopo l’8 settembre 1943 Bocca aderì alla Resistenza. Operò in Valle Grana e in Valle Maira, dove ricoprì incarichi di comandante e commissario politico nelle Brigate Giustizia e Libertà. Quell’esperienza sarebbe poi diventata una delle componenti centrali della sua attività di testimone e autore.

Dal giornalismo locale alla fondazione di Repubblica

Bocca aveva cominciato a scrivere già durante l’adolescenza per alcune testate locali. Terminata la guerra riprese il lavoro giornalistico collaborando con “Giustizia e Libertà”. Entrò successivamente alla “Gazzetta del Popolo” di Torino, quindi al settimanale “L’Europeo” e al quotidiano “Il Giorno”, per il quale lavorò anche come inviato speciale all’estero.

Una delle tappe decisive arrivò nel 1976, quando partecipò insieme a Eugenio Scalfari alla fondazione del quotidiano “la Repubblica”. Continuò a scrivere per il giornale e per “l’Espresso” fino a pochi giorni prima della morte. Dagli anni Ottanta lavorò anche in televisione, ideando e conducendo programmi giornalistici per le reti Fininvest e intervenendo in altre trasmissioni come commentatore politico ed economico.

Alla produzione giornalistica affiancò numerosi libri dedicati alla storia italiana e alle trasformazioni politiche e sociali del Paese. Tra i titoli ricordati figurano “Storia dell’Italia partigiana”, “Palmiro Togliatti”, “Il provinciale”, “Il viaggiatore spaesato”, “Voglio scendere” e “Il secolo sbagliato”. Nel 2008 ricevette il Premio Ilaria Alpi alla carriera.

Il legame con Cuneo e la cittadinanza benemerita

Il rapporto con la città d’origine trovò un riconoscimento istituzionale il 28 settembre 1993. Con la deliberazione del Consiglio comunale numero 1379, durante l’amministrazione guidata dal sindaco Giuseppe Menardi, Cuneo conferì a Giorgio Bocca la Cittadinanza benemerita.

La motivazione richiamava il profondo affetto dimostrato dal giornalista nei confronti della città. Cuneo occupa infatti uno spazio rilevante anche nei suoi ricordi autobiografici, a partire dalle immagini della casa di via XX Settembre e della città della sua infanzia raccontate nelle pagine de “Il provinciale”.

Un altro incontro significativo avvenne il 1° ottobre 1999 al Teatro Toselli, durante la prima edizione della Festa Europea degli Autori, manifestazione che sarebbe poi diventata scrittorincittà. Bocca partecipò insieme a Gina Lagorio e Nuto Revelli alla serata “I Provinciali”, nella quale i tre protagonisti furono raccontati rispettivamente da Ezio Mauro, Mario Baudino e Claudio Pavone.

Giorgio Bocca morì a Milano il 25 dicembre 2011. Nel gennaio successivo uscì postumo “Grazie no. Sette idee che non dobbiamo più accettare”, indicato come il suo testamento ideale. Le sue spoglie riposano nel cimitero di La Salle, in Valle d’Aosta.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.