PSA nel Cuneese, piano straordinario contro i cinghiali
31/07/2026
Un piano straordinario per incentivare l’abbattimento dei cinghiali e proteggere gli allevamenti dalla Peste suina africana. È la proposta avanzata da Confagricoltura Cuneo alla filiera suinicola provinciale, chiamata a valutare una forma volontaria di contribuzione economica destinata a sostenere l’attività dei selecontrollori nelle aree maggiormente esposte all’avanzata del virus.
Restrizioni estese a 22 Comuni della provincia
L’iniziativa è contenuta in una lettera firmata dal presidente di Confagricoltura Cuneo, Enrico Allasia, e dal direttore Roberto Abellonio. L’associazione ha avviato una consultazione tra le aziende del comparto per verificare la disponibilità a finanziare parzialmente un programma aggiuntivo di contenimento della fauna selvatica, da affiancare agli strumenti già attivati dalle autorità pubbliche.
La proposta arriva dopo l’emanazione del Regolamento di esecuzione dell’Unione europea numero 2026/1795 del 20 luglio 2026, che ha ampliato le zone sottoposte a restrizioni per la PSA nella provincia di Cuneo. Il provvedimento ha determinato il passaggio di 22 Comuni dalla zona libera alla zona di restrizione I, avvicinando l’area interessata dal contagio al nucleo produttivo della suinicoltura locale.
Nei territori coinvolti sono presenti circa 48mila suini. Di questi, 25.600 sono animali destinati all’ingrasso, mentre circa 22mila appartengono ad allevamenti da riproduzione. Il patrimonio comprende approssimativamente 5mila scrofe e migliaia di suinetti.
Il dato assume particolare rilevanza considerando le dimensioni complessive del settore nella Granda, dove vengono allevati circa 900mila capi. L’estensione delle restrizioni può incidere sulla movimentazione degli animali, sull’organizzazione delle aziende, sui costi di biosicurezza e sull’intera catena produttiva collegata agli allevamenti.
Contributi volontari per sostenere i selecontrollori
Confagricoltura ritiene necessario rafforzare la sorveglianza nelle aziende e innalzare ulteriormente i livelli di biosicurezza, ma individua nella riduzione della popolazione di cinghiali una delle azioni prioritarie per rallentare la diffusione del virus.
Il piano ipotizzato prevede incentivi economici per gli abbattimenti effettuati nelle aree individuate dal Ministero e dal Commissario straordinario alla PSA. Le risorse raccolte attraverso la contribuzione volontaria della filiera potrebbero essere utilizzate per sostenere le spese operative dei selecontrollori e aumentare il numero degli interventi programmati.
«Molto è stato fatto su questo fronte dalla Provincia di Cuneo, ma la situazione impone oggi un ulteriore sforzo», hanno spiegato Allasia e Abellonio. L’obiettivo dichiarato è intervenire prima che il virus raggiunga le aree con la maggiore concentrazione di allevamenti suinicoli.
Secondo il presidente Enrico Allasia, le esperienze maturate in altre province e regioni italiane mostrano che l’impiego organizzato dei selecontrollori può produrre risultati significativi nella riduzione dei cinghiali. Qualora la proposta ricevesse una valutazione favorevole da parte delle imprese, Confagricoltura la presenterà nelle prossime settimane alle istituzioni competenti per esaminarne la fattibilità.
Richiesti interventi diurni, notturni e nuovi ristori
L’associazione continuerà inoltre a sollecitare la Regione Piemonte affinché attivi con urgenza un programma straordinario di contenimento della fauna selvatica. La richiesta comprende il pieno coinvolgimento dei selecontrollori, anche attraverso squadre operative coordinate con la Polizia provinciale e i Carabinieri forestali.
Gli interventi dovrebbero essere programmati sia nelle ore diurne sia durante la notte, prevedendo rimborsi adeguati per le spese sostenute dagli operatori. Confagricoltura chiede inoltre un coordinamento stabile tra enti pubblici, forze impegnate sul territorio, aziende agricole e soggetti autorizzati agli abbattimenti.
Accanto alle misure di prevenzione, resta aperto il tema degli aiuti economici. L’organizzazione agricola domanda ristori per le imprese già sottoposte alle restrizioni e per quelle che potrebbero essere obbligate ad adottare ulteriori misure straordinarie in caso di peggioramento dell’emergenza.
Il direttore Roberto Abellonio ha ricordato che gli ultimi indennizzi ricevuti dalle aziende risalgono all’ottobre 2024. Per Confagricoltura, l’avanzata della PSA richiede quindi una risposta coordinata che unisca riduzione dei cinghiali, controllo sanitario, sostegno agli allevatori e compensazioni per i danni economici provocati dalle limitazioni.
Articolo Precedente
Cuneo, il Parco Gesso e Stura entra in uno studio Usa
Annalisa Biasi è content creator e articolista focalizzata su cultura, attualità e storie dal territorio. Ama raccontare persone ed eventi con uno stile chiaro, empatico e contemporaneo.