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Savigliano, urologia presenta il trattamento TPLA laser

24/06/2026

Savigliano, urologia presenta il trattamento TPLA laser

L’Urologia dell’ospedale di Savigliano porterà al Convegno regionale Valle d’Aosta, Piemonte e Liguria dell’Associazione Urologi, in programma sabato 27 giugno ad Aosta, l’esperienza maturata con il trattamento TPLA-Echo laser in regime ambulatoriale. A illustrare il percorso sarà Paolo Mondino, attuale direttore sostituto della struttura complessa di Urologia, che presenterà l’attività avviata nel reparto dopo la fase di formazione e l’introduzione della nuova tecnologia.

Il percorso avviato con formazione e nuove dotazioni

La metodica è stata introdotta a Savigliano grazie alla donazione del software da parte dell’associazione Amici dell’Ospedale di Savigliano e alla fornitura delle fibre laser da parte dell’Asl CN1. Circa un anno fa è iniziato il training del personale medico, prima con Diego Rosso e successivamente con Riccardo Rossi, presso i centri di Firenze e Verona.

Completato il periodo di preparazione, l’attività operatoria è stata avviata nel centro saviglianese. Secondo quanto riferito da Mondino, al momento l’unico altro centro piemontese dotato della stessa tecnologia è l’ospedale Molinette. Per il reparto si tratta quindi di un’esperienza di rilievo, anche per la possibilità di trattare pazienti selezionati senza ricorrere al tradizionale ricovero chirurgico.

Come funziona la termoablazione laser transperineale

La TPLA, termoablazione laser transperineale, consiste nell’applicazione mirata di calore all’interno della prostata attraverso fibre laser. L’obiettivo è eliminare in modo selettivo il tessuto prostatico in eccesso, preservando le strutture sane circostanti.

La procedura può essere svolta nella sala endoscopica di Urologia, senza supporto anestesiologico generale. Il paziente viene ricoverato al mattino in regime ambulatoriale e può essere dimesso nel pomeriggio. In casi selezionati e previa approvazione del Comitato Etico, la stessa tecnologia può essere impiegata anche per il trattamento focale di tumori prostatici.

Mondino sottolinea che uno dei principali vantaggi della tecnica è la possibilità di eseguirla con sola anestesia locale, anche con il supporto dell’ipnosi quando il paziente è favorevole. Durante l’intervento, il laser agisce sotto controllo ecografico sul tessuto prostatico ingrossato, evitando il coinvolgimento di strutture delicate come capsula prostatica, uretra e retto.

Minore invasività per pazienti anziani e fragili

La rapidità della procedura, la mini invasività e l’assenza di sanguinamento rendono la TPLA indicata soprattutto per pazienti anziani, con comorbidità o in terapia anticoagulante, che potrebbero non essere candidabili a un intervento chirurgico tradizionale in anestesia.

La riduzione del trauma operatorio consente di contenere le possibili complicanze post operatorie rispetto ai più comuni interventi disostruttivi, con un rischio più basso di eiaculazione retrograda. Dopo circa due settimane dall’intervento, i sintomi urinari tendono a migliorare progressivamente, mentre il risultato definitivo si stabilizza nell’arco di uno o due mesi.

La metodica viene indicata come sicura ed efficace e trova riscontro anche nelle recenti linee guida della Società Europea di Urologia, come alternativa alla disostruzione endoscopica con energia bipolare o laser, in particolare nei pazienti fragili per i quali l’intervento chirurgico in anestesia presenta controindicazioni.

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Andrea Bianchi

Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.