Piemonte, Confagricoltura propone aree per ricaricare le falde
18/08/2026
Utilizzare terreni agricoli collegati alla rete irrigua per favorire la ricarica delle falde acquifere nei mesi in cui l’acqua serve meno alle coltivazioni. È la proposta rilanciata da Confagricoltura Piemonte, che chiede alla Regione di sperimentare le cosiddette Aree Forestali di Infiltrazione, AFI, attraverso progetti pilota. Per il presidente dell’organizzazione agricola, Enrico Allasia, questo strumento dovrebbe inserirsi in una strategia più ampia che comprenda anche manutenzione delle reti, nuovi invasi e bacini di accumulo.
Come funzionano le Aree Forestali di Infiltrazione
Il sistema prevede l’utilizzo di superfici agricole nelle quali vengono realizzate canalette disperdenti accompagnate da filari di alberi e arbusti. L’acqua proveniente dalla rete irrigua viene distribuita sul terreno e lasciata infiltrare progressivamente nel sottosuolo, contribuendo così ad alimentare le riserve idriche sotterranee.
Secondo la proposta, le aree potrebbero essere utilizzate soprattutto nel periodo compreso tra ottobre e giugno, quando la domanda di acqua per l’irrigazione agricola è generalmente inferiore rispetto ai mesi estivi. In questo modo una parte della risorsa disponibile potrebbe essere impiegata per alimentare le falde anziché essere semplicemente lasciata defluire.
Confagricoltura Piemonte ritiene che il modello possa essere verificato sul territorio regionale coinvolgendo direttamente i consorzi irrigui e gli agricoltori. Tra le ipotesi indicate figurano incentivi economici per le aziende che mettono a disposizione superfici destinate all’infiltrazione e l’inserimento delle AFI nella pianificazione idrica regionale.
Allasia chiede alla Regione di avviare progetti pilota
Il presidente di Confagricoltura Piemonte, Enrico Allasia, invita il presidente della Regione Alberto Cirio e gli assessori Paolo Bongioanni e Matteo Marnati ad approfondire la possibilità di utilizzare questa tecnologia anche in Piemonte.
Per l’organizzazione agricola, il punto di partenza dovrebbe essere una fase sperimentale capace di individuare le zone nelle quali caratteristiche dei terreni, disponibilità delle reti irrigue e condizioni ambientali rendono efficace la ricarica controllata delle falde.
Allasia osserva che esistono già esperienze operative di questo tipo e ritiene quindi possibile passare a una verifica sul campo. La proposta punta a trattare le riserve sotterranee come una componente strategica della sicurezza idrica, affiancando alla capacità di conservare l’acqua in superficie quella di favorirne l’accumulo naturale nel sottosuolo.
Reti irrigue, invasi e bacini nel piano per l’acqua
Le AFI, secondo Confagricoltura, rappresentano però soltanto una parte degli interventi necessari. L’organizzazione chiede anche di accelerare la manutenzione e l’ammodernamento delle infrastrutture irrigue, intervenendo sulle perdite e aumentando l’efficienza nella distribuzione dell’acqua alle aziende agricole.
Un altro fronte riguarda la capacità di accumulo. Confagricoltura sostiene la necessità di realizzare grandi invasi, ma anche una rete più diffusa di bacini, laghetti e strutture di raccolta a uso plurimo. Dove le condizioni tecniche e ambientali lo permettono, queste opere potrebbero essere costruite anche a livello aziendale.
La strategia indicata punta a trattenere una maggiore quantità d’acqua durante i periodi di disponibilità, rendendola utilizzabile quando le precipitazioni diminuiscono e cresce il fabbisogno agricolo. Invasi, piccoli bacini, reti efficienti e ricarica delle falde vengono quindi considerati strumenti complementari.
Confagricoltura: serve una strategia regionale stabile
Alla base della richiesta c’è la necessità di affrontare l’alternanza tra precipitazioni intense e fasi di scarsità idrica attraverso una pianificazione di lungo periodo. Per Confagricoltura Piemonte, gestire ogni fase siccitosa esclusivamente attraverso misure emergenziali rischia di lasciare irrisolti i problemi strutturali del sistema.
L’organizzazione agricola chiede quindi alla Regione di costruire una vera infrastruttura regionale dell’acqua, capace di integrare opere tradizionali e sistemi di gestione innovativi. L’obiettivo è garantire maggiore disponibilità della risorsa per l’agricoltura e, allo stesso tempo, rafforzare la capacità del territorio piemontese di affrontare periodi caratterizzati da piogge irregolari e ridotta disponibilità idrica.
Per Allasia, la sicurezza dell’acqua riguarda infatti l’intero sistema economico e territoriale piemontese. La proposta delle AFI viene presentata come uno degli strumenti da testare per passare dalla risposta alle singole emergenze a una gestione programmata delle risorse idriche regionali.
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Andrea Bianchi è web editor e reporter digitale specializzato in eventi e vita urbana. Racconta la città con uno stile diretto e dinamico, sempre sul campo con microfono e videocamera.